Thursday, 26 February 2009

I HAVE A DREAM


Non ricordo bene l'esatta ora dell'evento.
Ma ricordo che avvenne.

Tutti i suoi canali televisivi (pubblici e privati), cessarono improvvisamente di trasmettere serial, grandi fratelli, mezzibusti TG alla rticerca di rumeni nell'atto di struprare bambine di razza bianca, Politici in monologanti su regole che NOI dobbiamo seguire appena proclamate (con l'astensione dell'opposizione), veline a mostrare generose parti della loro merce naturale ...

TRASMISSIONE STRAORDINARIA
E' con grande dolore che interrompiamo glli allucinogeni del giorno per annunciarvi la prematura scomparsa all'età di soli 166 anni del nostro Imperator Dux Cav Custer Premier .... [omissis] ...


In tutti i posti di lavoro, caee, ospedali, paradisi fiscali, luoghi di culto cattolico lefreviano e di villeggiatura cala la notte.
Tutte le facce si fanno scure in volto, preoccupate dalla enorme lacuna . Tutti i manager vedono le loro poltrone vacillare (così faticosamente raggiunto dopo km di lecchinaggio, di cordate faticosamente seguite)

Prime dichiarazioni
Tutte dello stesso tono: grande uomo, ha contribuito all'eliminazione del vecchiume italiano (la 100-ma repubblica), ha ripristinato la monarchia incostituzionale, ha provveduto al riciclo dei fascisti più idioti (Gasparri), e all'eliminazione dei comunisti dal Parlamento e financo dai Condomini (la legge sul sospetto oppositore che regala biglietto partecipazione alla trasmissione della De Filippi ed un buono da 100 euro su Mediacenter per ogni vero oppositore denunciato via SMS)

L'opposizione, in primis, rincara la dose di buonismo e sembra la più addolorata per la scomparsa.
Subito si riuniscono le Segreterie di Partito (eletti dal solo 3% dei votanti che si reca ormai abitualmente alle urne).
L'opposizione decide di ricandidare Rutelli, ormai con le stampelle, sperando di non essere rieletta anche a questo giro.

Nelle file della maggioranza, invece, il fior fiore della intellighentia italiana, costituita da gente della fattura come:

BONDI, ADORNATO, CICCHITTO, SCHIFANI, LA RUSSA, GASPARRI, ...

si affrettano a dare segnali rassicuranti al paese, ai mercati (il prezzo dei prodotti OGM, gli unici ormai venduti al dettaglio, crollano al primo dispaccio ANSA), al 2,99% dell'elettorato (il rimanente vota per l'opposizione).

E' tutto un turbinio, in televisione, un affrettarsi, un muoversi, un agitarsi...
Si fa il nome del prossimo reggente temporaneo, prima di dare il tempo al Papa di investire il definitivo Leader: è un nome ed un programma,
CICCHITTO
un giovane, un uomo preparato su tutto, un volto nuovo, anche benvoluto all'opposizione (verso la quale ha tessuto varie pubbliche lodi in dibattiti televisivi, osannando il clima di cordialità e di rispetto del regime, giustamente intitolato ad Orwell).

Anche la linea elettrica nazionale ne risente di tale trauma.
Crolla in tutto il paese.
Un Black Out assoluto colpisce il paese: niente petrolio, nientre radiottività emessa dalle 444 centrali nucleari italiane incidentate installate nei centri delle città, niente carbone, niente gas, niente metano, niente CO2 emesso dal 545 miliardo di autoveicoli circolanti nella sola Roma, rigorosamente ogniddove, marciapiedi, scale, su, giù, di lato, grazie al decreto Alemanno di Circolazione Assoluta, senza filtri anti-particellati ... in piena Libertà ... proprio come la Casa delle Libbbbertà...

Tutti i 52 miliardi di televisori (obbligatoriamente, per decreto, tutti rigorosamente prodotti senza tasto di Switch-Off) accesi contemporaneamente nel paese, si spengono all'unisono.
Ogni voce di sottofondo da essi emanato da uno dei 666.666 canali (tutti suoi. No, anzi anzi, 1 "regalato" all'opposizione, che gentilmente ha ringraziato del gesto) cessa.

La mandria di sudditi italiani rimane senza una spiritual guidance; masse atterite, senza ordini, senza che fare-che dire-che pensare...senza un VESPA o un FEDE o un FERRARA che danno la direttiva quotidiana.
Massaie ridotte al silenzio della propria casa.

Ma non solo. Non c'è mai fine al peggio...
Il settore delle TLC subisce un tracollo. Nessun messaggio pubblicitario, via SMS, o via MMS, incita a fare qualcosa, ad investire in qualche offerta. E quindi il paese rimane senza orientamento, in preda ai dubbi. Disonreintamento, sconforto, caos, anarchia (questa parola, rimossa, per decreto, financo nei libri scolastici delle elementari)

Improvvisamente mi sveglio.

Mi collego ad Internet per vedere se alle volte il mio sogno fosse un'anticipazione.

Guardo il mio

MONMARTHE PRIVILEGE BRUT
debitamente acquistato e lasciato lì in attesa dell'evento liberatorio ... quasi assaporandone il gusto nella mia bocca...

NIENTE...

Ancora l'ennesima sola...

Quella macchina che lo tiene in vita, se vita si può ritenere, attaccato a quel chip della Intel, recentemente assorbita dalla Mediaset, che lo fa sembrare umano, ancora emette segnali...e pomba byte di alimentazione, simulando persino l'apertura della bocca.

Stringhe, word ancora compaiono su giornali-televisoni-telefoni-pubblicità-autobus-

Niente...la bottiglia rimane lì...a popolare il mio parco oggetti still life...
Ma come in un rituale wodoo è lì...è lì...presente...attende...traccia lo scorrere dei secondi...

Il log aumenta, il disaster senza recovery incombe ancora, giornalmente

Prima o poi ... e non c'è decreto che conta ... però ... quel tappo qualcuno lo farà saltare ...

[Dedicato a "La notte che bruciammo Chrome", di William Gibson]

Tuesday, 24 February 2009

Siamo attorniati da numeri, volenti o no. Anzi ne siamo rappresentati.

Noi siamo un numero: una matricola, una partita IVA, un codice INPS, un cellulare, uno stipendio, le ore lavorative settimanali lavorate, il livello gerarchico...
Abitiamo in un numero civico, siamo in un numero di piano, all'interno numero...
Il nostro nucleo familiare è composto da un numero di persone.
La nostra casa cuba n cm cubi
La pratica N. xxxx che giace lì da tempo ferma in attesa di risoluzione.

A NYC sono avanti: tutte le strade non hanno un nome, ma solo numeri.

3, il numero perfetto, quello che compare nelle equazioni armoniche del pendolo, nella trinità, nel numero primo perfetto. Ma anche le streghe del Machbeth, delle Parche che tessono e recidono le vite degli umani.
Il numero di secondi che è bastato dopo il big bang al formarsi dei pianeti dell'Universo
7 sono i giorni della settimana, i colori dell'arcobaleno, i continenti, gli oceani. E le meraviglie del mondo. E la ciclicità degli eventi nella cultura occidentale.
12, gli Universi paralleli nella teoria delle stringhe
13, il posto assente scaramanticamente negli aerei (insieme al 17)

Eppure anche i numeri hanno i loro problemi.

Non sono immuni alle scalate sociali: ci sono infatti quelli primi
Anche fra di essi ci sono quelli borderline: gli irrazionali
E poi il culto del migliore non è immune tra di essi: ci sono quelli perfetti
Ci sono quelli con "mentalità" contorta. i complessi

E ancora..
La nostra vita si conclude con un certo numero di anni.
La costante universale, un numero.
10 elevato a 10, i neuroni cerebrali
80.000 km/h la velocità della sonda Cassini
80mm, 16 di apertura dell'obiettivo
90, 60, 90, le misure perfette
23, la misura minima accettabile

Numeri, codici, successioni, scomposizioni, geometrie...
i caratteri alfabetici sono solo di supporto ... FF in esadecimale sta per 255

I numeri. Contrapposti dagli umanisti alla creatività, alla fantasia della mente.
Ma è un errore.

Anche il cinema, in fondo, è un numero ... "la settima arte" ... quella che plasma tutte le precedenti 6 arti

12 sono i disegni delle prospettive dei giardini di Compton House
6 i disegni consegnati, prima di entrare in quel meccanismo di complotto
13, l'ultimo dipinto del giardino che Nevill consegna alla Signora Herbert (insieme all'ultimo piacere che da lei trae) prima di essere accecato ed ucciso. Prima di gettare in pasto alle fiamme l'arte, inutile, condannata a rimanere incompresa, non come i numeri....sempre comprensibili, perfetti.



"Il cinema è una cosa troppo importante per lasciarla in mano ai semplici narratori di storie" Peter Greenaway

Wednesday, 11 February 2009

FAKE ed ELUANA

No.
Io non ho fatto parte di quella massa di persone che hanno ubbidito agli ordini mediatici:
occuparsi del "caso" Eluana
6 milioni di share, dicono "le statistiche", in competizione col grande fratello e con varie altre puttanate televisive.

Ma il mio disinteresse non è gesto rrispettoso, menefreghistico, qualunquista.
Anzi, l'opposto.
E' che nel periodo in cui 1000 poveracci di morti nei campi di Gaza, il 60% bambini, massacrati dal più potente esercito del mondo non fanno notizia, rivendico a tutto tondo di sapere da solo su cosa concentrare la mia attenzione.

E su questo "caso", io non ho nulla da dire: è come se avessi da discettare sul risultato di una elementare operazione
2 x 0 = 0 è giusta o lo stabiliamo con un decreto?

Che c'è da dire oltre il banale fatto che è così!

Mi viene così naturale considerare la libertà di scelta, la priorità della persona, il diritto a decidere la morte, la propria o quella dei prori cari che soffrono da tempo e che ci rendono inferno il nostro corto passaggio su questo pianeta.
E non ci trovo nulla da aggiungere a quella che dovrebbe essere una banalità della natura.

E invece sentire berlusconi, gasparri, e altri idioti ignoranti accoliti del gran caravanserraglio... sentire il papa che detta teoremi su come si muore, altri yesmen del vaticano che compongono sinfonie di consenso intorno alle assudità da questi partorite...questo
mi fa schifo.

La vita è breve, non può essere sprecata a leggere le idiozie del politico di turno o del vescovo arringatore che ci insegna come il suo Dio vuole che TU ti comporti.
La politica non esiste più, e nemmeno la religione, è morta con quelli come Romero, il vescovo ucciso dagli squadroni della morte in Cile, che mai sarà icona della Chiesa dell'Opus Dei.

Ma anche voi, "spettatori", sui quali si accaniscono i predatori: dai sondaggisti, ai Customer Care.
Ma non ve ne accorgete?
Siete penosi.

Voi prodotti, numeri, pedine, fatti per smerciare, far girare soldi, generare consensi, entrare nei meccanismi di business...

Iinvece di occupare banda di frequenza con inutili ciance sproloquianti sul governo di turno, per poi in fase di elezioni apporre la croce sul partito scelto in quel turno, come in una lotteria,
Voi, cominciate ad imporvi di
non dare più loro retta
e di colpirli laddove ancora nessuno mai ha osato:
il voto

C'è rimasto solo l'atto del voto.
Su quello ancora non hanno potuto intervenire, per controllarvi. Possono solo condizionarvi, ma non impedivervelo.

Scegliete di non sceglierli, tiratevene fuori, non sostantivate il loro "gli italiani ci rappresentano".
SALTATE UN TURNO, ASTENETEVI
Governeranno lo stesso?
Certo, non c'è dubbio, ma...NOT IN MY NAME...e saranno sempre meno i numeri che loro "rappresentano", grazie ai quali possono dire di essere lì, nella stanza dei bottoni.

E comunque: gli mettete paura una volta, con un evento che nessun sondaggista aveva previsto, con un evento "instabile", non controllabile.

E poi, basta..
Spegnetela questa TV, non guardatela.
Investite più tempo in una bella cena, nel vedere un bel film, nel fare meglio l'amore [che non si finisce mai di imparare], per leggere cose belle, per ascoltare della buona musica, per stare con se stessi e/o in compagnia.
Non affogarsi davanti ad un modello LCD da 30 pollici, ricevendo le notizie solo da lì...e credere a tutto, da babbei, a tutto quello che vi viene detto...



"La cosa più politica che un documentario dovrebbe fare oggi è dire al pubblico: non fidarti di quello che stai vedendo"
-Joao Moreira Salles, considerazione su "F for Fake" di Orson Welles durante intervista per Central Do Brasil-




Sunday, 8 February 2009

START UP

Io mi conosco.
Sono persona che ha sempre preferito il termine Vortale a Portale.
Perchè?
Per distinguermi, perchè io sono diverso, mi sento diverso dalla massa. Appartengo ad una minoranza, ormai.
E riconosco i miei simili proprio da quelli che colgono la differenza tra quella V e la P...
Per questo "questa cosa qui" non la voglio chiamare blog.
Meglio Corner. Si, ecco, vedi, mi è venuto ora...corner...


Ci metto tanto a realizzare le cose, io. Ma alla fine, a cose inoltrate, mi piacciono.
Il fatto è che ci rimetto le mani sopra ad un mio manufatto tante di quelle volte che alla fine finisce per piacermi, obtorto collo. Ma esaurisce la sua energia.
In sostanza, quindi, non è casuale l'avatar del gruppo del Re Cremisi: quel faccione inquietante, quell'urlo che mi rappresenta, la bruttezza del nostro periodo storico insieme all'inquietudine per l'oscurasmo, l'ignoranza. Eppure, c'è pure "I've been waiting for the sun to come up..", quel songs che rappresenta una speranza.

E poi il gruppo: non uno qualsiasi scelto dal parterre dei preferiti, ma proprio lui.
I King Crimson, che nella mia scala dei valori vengono subito dopo Beethoven, con quel Fripp, il Leader. Ma fino al giorno in cui, improvvisamente, in vetta al successo, abbandona la band, si ritira a fare
il meccanico dei TIR in un'officina (si proprio dei TIR..qui sta la stranezza!!).
E poi, un giorno ancora ridare vita alla band, con i "vecchietti", e fare ringalluzzire quanti si credevano ormai sul viale del tramonto.
"Vecchi", "giovani"...che categorie inutili e imbecilli...ritorniamo alla sostanza delle cose dette o fatte!

Si perchè io anche mi sento così, appassionato ad una cosa, poi sento il bisogno di un'altra. Ma poi ancora
ritorno sopra quella conclusa e la rifaccio. Perchè io sono una contraddizione vivente, conscio di questo, conscio ed incoscente.

E sia, inteso, non è pubblicità per i King Crimson, ma un leit motiv, come altri ne potrei trovare.
Come quell'ingegnere nucleare del film "Sindrome Cinese" di James Bridges che arringa la commissione governativa avvisandoli dei rischi del nucleare...